LIBERTA', UGUAGLIANZA, FRATELLANZA (A.F. MOMORO)

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martedì 14 settembre 2010

"non c'è futuro", dottorando si suicida. Parliamone.

E' ormai risaputo che in Italia il lavoro scarseggia, e molte persone sono deluse e demotivate. Tanti universitari, addirittura, non vedono davanti a loro un futuro prima ancora di incominciare un'esperienza lavorativa. E' quello che è successo a Palermo dove un dottorando di 27 anni si è suicidato, convinto di non avere un vero e proprio avvenire di fronte a se (pur essendosi laureato con 110 e lode in filosofia della conoscenza e della comunicazione). Quando vengo a sapere di queste notizie, mi metto spesso a pensare e a riflettere. In Italia, e nel resto d'europa, stiamo ormai vivendo una situazione che è al dir poco assurda. Molti laureati, diplomati e giovani si ritrovano ogni giorno a lottare contro il precariato e la disoccupazione, con la consapevolezza che in certe occasioni conta più essere figli di un politico, o di un imprenditore che avere una mente acuta e ben allenata. Ogni dì, vedo alcune persone che per guadagnare 500 euro al mese studiano fino a 30 anni, sgobbano, e si sacrificano e altre che divertendosi e andando tutti i giorni in discoteca (spendendo i soldi di papà) ricoprono ruoli importanti nella politica e nelle istituzioni. La realtà, purtroppo, è dura da digerire. La televisione, e la nostra società, ci sta "insegnando" che non conta più essere intelligenti, leali, liberi e solidali ma che conta essere belli, furbi, disponibili e flessibili. E' questa l'Italia, è questa la realtà. Chi non rispetta questi canoni viene emarginato e sputato dal sistema, che ormai è ben lontano da quel mondo giusto e corretto che dovrebbe essere. Il lavoro non c'è perchè c'è la crisi, e perchè quei pochi posti di lavoro "liberi" sono già assegnati ancor prima che diventino disponibili. Io sono un semplice utente della rete, che però si è un po' scocciato di vedere un mondo che non è come dovrebbe essere. Un mondo dove chi lavora e chi si impegna non viene spesso valutato e rispettato. E la colpa non è di nessun partito. O per meglio dire, è di tutti. Se noi non alimentassimo il mondo dello spettacolo, dello sport, e tutti quegli ambienti dove i guadagni sono facili, forse romperemmo un sistema, che non è giusto e allo stesso tempo è degradante per noi e per tutto il genere umano.

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sabato 4 settembre 2010

Il posto fisso non e' tutto, cercate Dio

Qualche giorno fa, Benedetto XVI ha enunciato una frase che sinceramente ha scatenato in me non poche riflessioni: "Il posto fisso non e' tutto, cercate Dio". Queste parole sono state dette dal pontefice, ai giovani, nell'ambito di un una lettera aperta ai ragazzi di tutto il mondo. Al giorno d'oggi, avere un lavoro e un reddito fisso, è molto importante. I soldi non fanno la felicità, ma danno una sicurezza economica che ti può permettere di andare avanti nella vita. Vivere tutti i giorni con la paura di non mangiare la sera, o peggio, di non potersi permettere medicinali essenziali equivale a non essere in pace con se stessi. Dio può dare speranza, sollievo, ma non può, con tutto il rispetto possibile, dare un pasto caldo e una vita economicamente degna a nessuno. Nell'ambito di ciò, ho fondato un gruppo facebook, che esprime quanto detto in precedenza. Aspetto iscrizioni. [LINK]

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sabato 14 agosto 2010

Francia, spalmare la crema e guadagnare...

Lavorare in Francia, d'estate, non è sempre una seccatura. Specialmente se vieni pagato circa 2.500 euro al mese. E' quello che succede sulle spiagge dei transalpini, dove una serie di persone giovani, attraenti e con una certa "manualità" sono state assunte per spalmare ai bagnanti creme e lozioni. Questa notizia può far riflettere su come il genere umano crei dal "superfluo" lavoro e denaro. Il mondo sta pian piano perdendo il lume della ragione e dando a chi non se lo merita soldi e fama. Ricercatori, Operai e pensionati fanno letteralmente la "fame". Tronisti, pseudo attori e spalmatori vari vivono la bella vita. E' giusto questo? Chi occupa un lavoro "ordinario" è uno scemo? Siamo noi i matti o chi è al potere?. Viviamo in una società malata o sono io che mi sbaglio?

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giovedì 12 agosto 2010

Postino getta le lettere e va in vacanza...

L'estate è ormai arrivata e il caldo si fa sentire. Nonostante questo, però, alcuni continuano a lavorare. Altri invece, impazienti, anticipano le proprie ferie buttando al vento  lavoro e futuro. E' successo ad un postino romano che, pur di non ritardare le vacanze, ha gettato nell'immondizia alcune lettere a lui affidate. Un gesto irresponsabile, che gli è costato il posto di lavoro. Ne è valsa la pena? Io penso proprio di no. 

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